12.5.13

Sou Fujimoto e la Serpentine Gallery 2013

Serpentine Gallery, London
Sou Fujimoto Architect
Uno degli eventi più attesi del calendario culturale di Londra è l'apertura della Serpentine Pavillion all'interno del bellissimo Kensington Garden (ad Ovest di Hide Park): ogni anno un architetto viene scelto per progettare il padiglione espositivo in questione: nel corso degli anni le caratteristiche di temporaneità del progetto ed occasionalità dell'evento non hanno mai tradito la ricerca innovativa e la prospettiva di spettacolarità del risultato; per citare alcuni dei nomi protagonisti degli ultimi anni: Herzog & de Meuron nel 2012, Frank Gehry nel 2008, Oscar Niemeyer nel 2003 e Zaha Hadid, la prima ad aprire il sipario nel 2000.
Archiverdure ha già parlato di una Serpentine Gallery in questo post, a proposito della collaborazione tra Piet Oudolf e Peter Zumthor nel 2011. 

2011, Herzog and de Meuron
2008, Frank Gehry
2003, Oscar Niemeyer
 2000, Zaha Hadid
L'edizione 2013 durerà dall'8 giugno al 20 ottobre e la giuria ha scelto come architetto della stagione il giovane giapponese Sou Fujimoto, che, a soli 41 anni, è già nella rosa dei big!
Sempre molto attento al contesto ambientale entro cui agisce la mano dell'architetto, anche in questo caso Fujimoto ha immaginato una fusione degli elementi che compongono l'organismo architettonico con il polmone verde di Kensington Garden: una foresta o una nuvola, risultato di una trama ordinata di elementi semplici.
Il progetto copre una superficie di 350 mq, definita da una maglia regolare composta di tubi in acciaio di 20 mm di diametro; all'interno tutto lo spazio è completamente dedicato agli spettatori, compreso il bar e la zona ristoro che rimarrà attiva durante i quattro mesi di permanenza nel giardino.
«For the 2013 pavillion I propose an architectural landscape: a transparent terrain that encourages people to interact with and explore the site in diverse ways. Within the pastoral context of Kensington Gardens, I envisage the vivid greenery of the sorrounding plant life woven together with a constructed geometry. A new form of environment will be created, where the natural and the man-made merge; not solely architectural nor solely natural, but a unique meeting of the two
The pavillion will be a delicate, three dimensional structure, each unit of which will be composed of fine steel bars. It will form a semi-transparent, irregular ring, simultaneously protecting visitors fron the elements while allowing them to remain part of the landscape. The overall footprint will be 350 square-metres and the pavillion will have two entrances. A series of stepped terraces will provide seating areas that will allow the pavillion to be used as a flexible, multi purpose social space.
The delicate quality of the structure, enhanced by its semi-transparency, will create a geometric, cloud-like form, as if it were mist rising from the ondulatiuons of the park. From certain vantage points, the pavillion will appear to merge with the classical structure of the Serpentine Gallery, with visitors suspended in space.»
Sou Fujimoto
(Marta)