25.5.13

Torino e Nantès: arriva la AÉROFLORALE II

Quello che vedete in questa locandina non è l'avviso di una visione cinematografica restaurata di un film sulle avventure di Jules Verne, ma è il vero incontro tra realtà ed immaginazione approdato lo scorso week end a Torino a Piazza Castello.
Il 16 Maggio 2013 è atterrata dal cielo infatti una macchina, anzi, una machine, trasportata in volo attraverso palloni aereostatici dalla strana forma di una lussureggiante serra volante: l'Expédition Végétale per l'appunto!
Expédition poichè si tratta di un viaggio, un viaggio volante partito dalla città di Nantes con una road map che nell'ordine prevede l'approdo a Bruxelles, Torino, Amburgo ed infine di nuovo Nantes.
Il faber magister di questa impresa spettacolare è la città di Nantes, eletta nel 2013 Capitale Europea del Verde. L'incontro tra la città francese e la città della Mole Antonelliana è in concomitanza al calendario di eventi dal nome Torino incontra la Francia, un omaggio che la città fa ai cugini d'Oltralpe, iniziato con un accordo siglato tra il sindaco Piero Fassino ed il ministro francese Aurèlie Filippetti.
La Aerofloreale (questo il suo nome), ad ogni atterraggio porta con sè un'infinità di piante e specie vegetali raccolte dalle spedizioni precedenti e, a sua volta, raccoglie altrettante specie vegetali dal luogo di atterraggio.
Nantes, oltre ad essere capitale europea del verde, è una città con una profonda tradizione ed esperienza nella meccanica (applicata soprattutto alla costruzione di navi), tanto da vedere nascere nel 1999 una oramai famosissima compagnia teatrale d'eccezione: les Machines de l'Ile; al suo interno vi sono teatranti, danzatori, ingegneri, scenografi, macchinisti, artisti,.. I loro spettacoli mettono in scena macchinari strabilianti, eredità culturale dell'ingegno secolare di questa città.
E' dalla compagnia de les Machine che viene ideata e progettata questa gigantesca macchina-serra-mongolfiera girovagante: il comandante è lo stesso direttore del teatro, Francois Delarozière, e l'equipaggio è a sua volta formato dai componenti della compagnia teatrale, migranti in questa pindarica avventura in abiti retrò color kaki ed occhialoni da aviatore.
Non bisogna assolutamente sminuire questa impresa, davvero più grande di quello che si può immaginare: primo obiettivo della spedizione è la ricerca di fonti energetiche alternative; oltre al vento il vero motore della aéroflorale sono le piante stesse, grazie a macchinari appositamente studiati; i più informati fanno trapelare addirittura che il team dell'aéroflorale (a bordo vi sono, tra gli altri, un botanico ed un meteorologo) stia facendo scoperte molto importanti, addirittura (ovviamente occorrerà aspettare per avere la certezza delle cose) si parla di scoperte che potrebbero sovvertire il sistema economico mondiale.
Il comandante Francois Delarozière spiega infatti in una intervista ad Artribune del 14 Maggio 2013 la tecnologia che consente alla macchina di volare: le piante sono invasate in un particolare composto che funge da conduttore, al quale è collegata una batteria; dallo stesso conduttore è stato ricavato un gas, il
Péthane G3, che riempie i palloni aerostatici consentendo alla macchina di volare.
L'atterraggio dell'aereonave a Torino come nelle altre città coincide con una serie di iniziative, incontri, seminari, esperimenti a bordo navicella, al fine di diffondere ed implementare in maniera scientifica la conoscenza del verde.
Un forte contributo alla fornitura del verde nella tappa torinese è arrivato dal Servizio Verde Gestione di Torino, il quale ha rifornito la macchina dei materiali vegetali aggiuntivi, tra cui: 40 alberi d'alto fusto (compresi meli, ciliegi, platani,..), 400 arbusti (lavanda, cornus,...), 250 piante tropicali (ficus, banani, ..), 700 piante stagionali da fioritura estiva, 100 piante orticole.
Tutto questo patrimonio è stato coltivato all'interno di strutture comunali, come il Vivaio Regio Parco e l'Istituto Bonafous di Chieri.
Poichè il fil rouge della spedizione tra i vari paesi è la biodiversità, il Servizio verde gestione ha creato un allestimento ad hoc per riprodurre in scala ridotta il panorama agricolo piemontese, oramai surclassato, utilizzando i vigneti maritati: si tratta di una tecnica di coltivazione ereditata dagli Etruschi, che consente di produrre grande quantità di raccolto limitando fortemente lo spazio; le viti infatti vengono avvinghiate ad alberi (ad esempio il Morus Alba) disposti a filari. Ciò ha contribuito fortemente ad aumentare la biodiversità locale.
Secondo Francois Delarozière la stessa pianta della vite (nome scientifico vitis vinifera) potrebbe essere utile per produrre grandi quantità di energia.
Aéroflorale II è salpata da Torino il 19 Maggio 2013, prossima tappa Amburgo.
Non ci resta che augurare Buon Viaggio Aéroflorale II!
(Marta)